Nove colonne
Nasce l’Edicola della Libertà
Apparentamenti editoriali. Anche la grande stampa è in corsa per vincere la campagna lettorale. O con la Repubblica o con il Corriere della Sera.

Dal Foglio del 16 febbraio 2008
Apparentamenti editoriali. Anche la grande stampa è in corsa per vincere la campagna lettorale. O con la Repubblica o con il Corriere della Sera. Tutti gareggiano per la conquista delle edicole e dell’opinione pubblica. Tutti guardano ai grandi per la nuova stagione di riforme e sinergie. Comincia da par suo il Corriere a dover soppesare, già davanti all’uscio di Via Solferino, la richiesta di apparentamento richiesta dal Sole 24 Ore per la costituenda Edicola della Libertà. Anche la Stampa, per interposto Montezemolo, valuta la possibilità di un apparentamento con Sala Albertini ma l’incaponirsi di Giulio Anselmi nel garantire alla testata torinese un ruolo super partes lascia però presagire una scissione, quella capeggiata da Marcello Sorgi, detto Marcel, collaudato leader del Movimento per l’Autonomia da Anselmi, silenzioso e algido ras delle edicole di Palermo.
Apparentamenti editoriali. Se ancora via Solferino aggiunge nel proprio portafogli societario l’apparentamento col Tg1 di Gianni & Riotto detto Johnny – un patto d’alleanza salutato dalla rinnovata grafica del telegiornale: il mappamondo, infatti, adesso gira intorno al cannolo di Totò Cuffaro – non è da meno la Repubblica che prontamente si apparenta con “Annozero”, la fortunata trasmissione tivù di Michele Santoro. Anche il quotidiano di Ezio Mauro ha il suo “ma anche”. Questo, infatti, il comunicato di avvenuto apparentamento: “Siamo per il garantismo ma anche per le manette, siamo per Natalia Aspesi ma anche per Beatrice Borromeo, siamo per Giuseppe D’Avanzo ma Marco Travaglio manco cugghiunia!”.
Apparentamenti editoriali. Anche la grande stampa in corsa per vincere la campagna lettorale. Tutta una cosa rosa vuole apparentarsi con la Repubblica ma a Largo Fochetti si corre da soli, quella cosa che ingloba il Manifesto, Liberazione ed Europa non convince i senatori del giornale fondato dal Fondatore. Si salva in extremis però giusto il quotidiano di Stefano Menichini. Giusto per rispetto nei confronti di Francesco Rutelli, il quotidiano Europa un apparentamento alla fine lo avrà, con il Corriere, ma limitatamente con l’edizione romana che da sempre è “de sinistra”.
Apparentamenti editoriali. Anche la grande stampa è in corsa per vincere la campagna lettorale. Se la Gazzetta dello Sport è già bella che apparentata con via Solferino, la cosa bianca alla destra del Corriere, al contrario, non trova proseliti: per fare un esempio il Giornale resta da solo. Anche Floris con il suo Ballarò viene lasciato solo sebbene cospicuo ma il giornale di Mario Giordano non supera lo sbarramento del cinque per cento, viene circoscritto alla sola Lombardia sebbene eroicamente sostenuto da una piccola enclave a Ceppaloni. Ma non basta, il Giornale viene abbandonato anche da Michela Vittoria Brambilla: “Vado solo con Maria Laura Brambillà” dichiara quest’ultima. La decisiva scelta della leader dei circoli sembra far definitivamente pendere la bilancia a favore dell’Edicola delle Libertà.
Apparentamenti editoriali. Libero apparentato va da sé col Foglio ingaggia una battaglia limpida in vista delle riforme e della rinnovata stagione editoriale. Anche per l’Unità, patate. Nessuno si apparenta con Padellaro, meno che mai con Furio Colombo giudicati troppo esagitati dai rispettivi quartier generali di via Solferino e largo Fochetti. Tutto è pronto per la Grande Coalizione. In caso di pareggio, infatti, Paolo Mieli, da par suo, di concerto con Ezio Mauro, ha stabilito un patto segreto: si faranno da parte e daranno la presidenza degli apparentamenti al solo Fondatore. Per l’Unità, come già previsto: patate.